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Le Serre si ripensano accessibili. Aspettando il Festival IT.A.CÀ Bologna dedicato al turismo responsabile.

A partire dal 24 maggio, fino al 9 giugno 2019, si realizzerà l’XI° edizione del Festival IT.A.CÀ Bologna e, tra i preparativi, il team di CDH | Cooperativa Accaparlante ha realizzato un  servizio di mappatura delle Serre dei Giardini Margherita, spazio nel quale si svolgeranno tantissimi eventi dal 24 al 26 maggio, con lo scopo di verificarne il grado di accessibilità anche per coloro che presentano specifiche esigenze motorie. 

Noi di IT.A.CÀ abbiamo incontrato Lorenzo Burlando di Kilowatt, Lucia Cominoli, Manuela Marasca, Stefania Mimmi e Camillo De la Cruz di CDH | Cooperativa Accaparlante nello spazio rigenerato delle Serre, dove il team di CDH | Cooperativa Accaparlante ha verificato il grado di accessibilità delle varie aree, individuando i punti di forza della struttura ed identificando le criticità relative alla mobilità di chi le percorre in sedia a rotelle, con l’obiettivo di permettere proprio a tutt* di poter godere del piacevole clima delle Serre e di partecipare alle alle mostre, ai seminari, ai concerti previsti nel primo week end del festival.

La cooperativa Accaparlante si occupa da diversi anni di offrire un servizio di mappatura nel rispetto ai criteri di accessibilità dei luoghi pubblici. Partner di IT.A.CÀ da tanti anni, vanta al proprio interno un team di esperti che offre un servizio consulenza volto a rendere accessibili i luoghi di aggregazione, gli spazi nei quali realizzare qualsiasi tipo di evento. La cooperativa ha recentemente concluso un ambizioso progetto, in collaborazione con Istituzione Bologna Musei, che ha permesso di rendere accessibili a disabili motori i musei MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Museo Civico Archeologico e ITC Teatro – Compagnia Teatro dell’Argine. Inoltre, un team composto da Museo Tolomeo-Istituto Cavazza, Fondazione Gualandi e CDH | Cooperativa Accaparlante  ha reso completamente accessibili, quindi, oltre che ai disabili motori anche a sordi, ciechi e ipovedenti, il Cimitero della Certosa, Museo Medievale e Museo del Patrimonio Industriale che saranno visitabili durante il Festival.

Guidati da Lorenzo, siamo andati alla scoperta delle diverse aree delle Serre, spazio rigenerato immerso nel verde, che ha coniugato produzione bio, attività sociali e culturali, organizzazione eventi e green space, tutte attività accomunate da una visione di sostenibilità e collaborazione. Ora, le Serre vogliono ripensare se stesse in chiave accessibile, andando ad agire sugli aspetti logistici legati alla struttura originale che, attualmente, ne limitano, in parte, l’accessibilità. 

L’incontro è stato proficuo e piacevole e, grazie ai volontari Stefania e Camillo, è stato possibile verificare direttamente l’agibilità concreta dello spazio e individuare i percorsi nelle diverse aree delle Serre, come la Serra Sonora dove  IT.A.CÀ  ha previsto numerose attività nei primi giorni del Festival, tra cui ricordiamo l’incontro Il cammino come possibilità di sviluppo delle comunità locali; la zona cinema/concerto; l’area ristorazione; il Chiringuito, La Serra orto, senza dimenticare i servizi igienici equipaggiati, recentemente rinnovati, che consentono una fruizione del servizio e dello spazio.

Infine vogliamo ricordare che all’interno del Festival sono state previste diverse iniziative e attività volte proprio a sensibilizzare rispetto al tema dell’accessibilità. IT.A.CÀ ritiene infatti l’accessibilità e l’inclusione temi imprescindibili, cardini della fruizioni degli spazi cittadini e, quindi, del viaggiare.

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Simone Russu
Festival IT.A.CÀ Bologna

 

Scoprire Bologna grazie ad Angolazioni rotonde, una nuova guida digitale (anche) per il turista con mobilità ridotta.

 

La conferenza stampa, tenutasi nella sala stampa Luca Savonuzzi di Palazzo d’Accursio giovedì 4 aprile, ha presentato il progetto Angolazioni rotonde. Proposte di turismo accessibile nel verde e in città, realizzato dall’agenzia di comunicazione Cervelli in Azione con il supporto di CAI Bologna e Consulta Escursionismo Bologna, grazie al contributo del bando del Comune di Bologna Bologna Made a sostegno della piccola e media impresa. 

Angolazioni rotonde è una guida turistica cittadina digitale volta alla scoperta della città e delle aree verdi del circondario, attraverso una proposta di turismo accessibile per persone con specifiche esigenze motorie. La guida è suddivisa in due sezioni, una relativa ai percorsi connessi alla città e una relativa all’area extraurbana bolognese immersa nel verde.

Parco dei Gessi

Le aree cittadine selezionate sono 6 in totale: il Centro storico, Santo Stefano-San Domenico-Giardini Margherita, San Vitale-Zona Universitaria-San Donato; Lame-Porto-Saragozza; Pilastro e Bolognina. La città non è suddivisa per quartieri, bensì per aree cittadine. Si evita così di suggerire dei percorsi veri e propri, strutturati e rigidi, ma si guarda, invece, a ciò che è realmente presente in città secondo le aree di interesse del turista: proposte culturali, ristoranti, locali e divertimento. La città viene così scoperta attraverso uno sguardo più soggettivo e parziale, e permette di mettere in evidenza una visione più ampia di una zona, inglobando zone più periferiche, sconosciute ai turisti e non considerate nelle guide “convenzionali”. Uno degli obiettivi è proprio quello di raccontare la città con uno sguardo intimo, allontanandosi dai canoni strutturali del blog turistico, per dare invece spazio e valore alle piccole realtà cittadine più autentiche, che definiscono Bologna nel quotidiano. Le organizzazioni e i commercianti coinvolti si sono resi disponibili al racconto fotografico del progetto e alla narrazione visiva realizzata dalla fotografa professionista Nicoletta Valdisteno.

Bottega Dingi – Restauro

Le escursioni fuori città, nel verde dell’area extraurbana, prevedono 10 percorsi: Lago Brasimone; Bentivoglio-Oasi la rizza; Calanchi dell’Abbadessa; Lungo il Reno; Lungo il Navile; Lungo il Savena; Parco dei Gessi; Prati la Caprara; Zona Predosa e Oasi San Gherardo. I percorsi, sia fuori che dentro le mura della città, sono stati personalmente testati dai collaboratori di Cervelli in Azione, in particolare da Sara Fulco, che ha fortemente voluto e ha ideato la guida, e si chiudono ad anello, grazie alla possibilità di usufruire dei mezzi pubblici. Questo è uno dei punti di forza di questo progetto: la guida infatti incentiva l’utilizzo dei mezzi pubblici cittadini (autobus, navette, treni) segnalando per ogni area cittadina gli autobus di riferimento, oltre a indicare la possibilità e la modalità per richiedere assistenza per le persone con disabilità, affinché possano muoversi in maniera più agevole all’interno della città. In questo modo viene valorizzato il sostegno alla mobilità anche per chi ha la necessità di assistenza motoria. È stato inserito anche un vademecum per sopperire alle difficoltà del turista, prevedendo dubbi e problematiche possibili; inoltre, è fornito di un’ampia sezione in cui sono stati raccolti consigli, siti e link diretti che rimandano ad altre realtà, creando sostanzialmente un network per scoprire al meglio Bologna. In entrambe le sezioni è difatti possibile trovare voci specifiche dedicate ai Servizi (ciclofficine, farmacie e bancomat accessibili), ai parcheggi disabili, con un’indicazione precisa delle vie in cui è possibile parcheggiare esponendo il tagliando disabili, servizio taxi e le informazioni del Comune di Bologna, tradotte anche in inglese, per richiedere l’accesso alla ZTL.

Pasta Fresca Naldi

Nella guida, l’accessibilità è divisa per gradi di difficoltà motoria; tuttavia, non sono presenti esclusivamente i luoghi accessibili:ogni spazio, sia un negozio, sia un museo o un teatro, viene corredato da descrizioni che permettono ai fruitori di capire e scegliere la difficoltà o la facilità di accesso o di un percorso in base alle proprie specifiche caratteristiche. Lo scopo è dare una visione più ampia e meno statica dell’accessibilità, lontana dallo standard incentrato sulla misurazione effettiva in centimetri di porte e scalini, perché ogni persona possa, nella sua unicità, muoversi in base alle proprie esigenze motorie, possa sperimentarsi, senza far ruotare l’esperienza turistica intorno al grado di disabilità, caratteristica che non definisce una persona, ma che rappresenta un reale limite solo nella misura in cui il disabile ci si identifica e, in funzione di questo, circoscrive e riduce le proprie possibilità di esperienza.  Per questo, la valutazione dell’accessibilità dei luoghi è stata data a seconda della volontà di sperimentazione del disabile, delle sue potenzialità e della sua voglia di mettersi alla prova. Non porre in prima linea l’ostacolo, ma il suo superamento e l’abilità – non diversità – di chi sta viaggiando” è l’idea portante di Angolazioni rotonde.

È stato particolarmente interessante l’intervento di Alessandro Geri del CAI, il quale ha esortato ad una riflessione in merito alla necessità di creare capitale sociale, connessioni umane, aiuto reciproco tra tutti coloro che vivono la città quotidianamente. “Sappiamo che siamo tutti disabili rispetto a certe competenze e che ciascuno ha delle proprie abilità che sono uniche”. L’esortazione al rispetto della singolarità e ad entrare di più in empatia l’uno con l’altro è sicuramente uno spunto interessante per individuare il limite culturale che esorta chi abita e vive la città. Bisognerebbe riuscire ad individuare la criticità del prossimo, anche laddove è meno evidente, e porvi rimedio, prendendo coscienza dei propri atteggiamenti sbagliati che potrebbero causare delle conseguenze spiacevoli sulla comunità.   

Cervelli in azione ha puntato molto su questo progetto che ha coinvolto gli esercenti locali e un team di professionisti, tra cui ricordiamo Matteo Brusa, di Boreal Mapping, organizzazione che ha coadiuvato Cervelli in Azione nella realizzazione delle mappe. Gli obiettivi futuri vorrebbero una implementazione del servizio, possibilmente con un’estensione delle aree mappate in nuove zone cittadine, l’inserimento di nuovi contenuti e una versione totalmente in inglese della guida turistica digitale. Buona fortuna, ragazz*!

Photos credits: Nicoletta Valdisteno.

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Simone Russu
Festival IT.A.CÀ Bologna

 

 

 

Esito de I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali

Finalmente il grande giorno è arrivato. Tutto pronto per l’esito conclusivo del percorso chiamato I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali.

Il foyer del Teatro Comunale di Bologna è pronto per accogliere gli host e i visitatori del pomeriggio organizzato nell’ambito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile  a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal.

Fili di lana colorati, pezzi di carta, delle cuffie gigantesche, una valigia piena di oggetti da indovinare, una lingua da imparare, un provare a segnare in LIS una frase di accoglienza, una mascherina rossa coi i pois bianchi che ha fatto chiudere gli occhi ai partecipanti portandoli a spasso tra immagini, ricordi e percezioni.

A ogni persona è stato chiesto di associare un colore e una parola connessa al concetto di accoglienza.

 

 

Calore, casa, condividere e sorridere, ascoltare, coccole, cibo, regalare un momento di vita privata…tante le suggestioni scritte da chi era presente.

 

 

 

 

Un percorso che dopo vari incontri ha sciolto tutti i temi affrontanti e li ha racchiusi regalando a chi ha avuto la possibilità di essere presente un percorso inedito, di cui sono state tracciate solamente le prime linee guida.

Percorso inedito ma ora già un po’ più compreso che permette di avvicinarsi all’altro abbattendo barriere di paura e incomprensione, di distacco dovuto all’incognita; una trama di esperienze da cucire assieme per essere un po’ meno lontani da quello che ci circonda, da noi stessi e tra noi. L’immedesimazione certamente rappresenta la chiave che ha fatto scattare la serrature e ha permesso di costruire insieme l’evento che dal quotidiano ha celebrato semplici rituali che scandiscono momenti precisi di una “giornata tipo”, momenti precedenti al viaggio e quelli presenti in ogni giorno.

Abbiamo scelto anche in questo caso di pubblicare una gallery fotografica per lasciare a chi leggerà una propria immedesimazione e opinione senza barriere.

 

Il percorso rientra anche nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile organizzato da ASVIS.

Ringraziamo Patrizia Pulga per le fotografie scattate!

 

 

 

 

 

 

 

Una bicicletta per due. La manutenzione dei tandem verso l’appuntamento Sensi dell’Appennino

In vista dell’appuntamento del 1 giugno Sensi dell’Appennino a cura di  Museo Tolomeo , Marco Fossati (formatore IRIFOR) con Partner Dynamo, nel mese di maggio sono stati organizzati alcuni workshop a cadenza settimanale dedicati alla conoscenza, al contatto, al tatto e alla riparazione dei tandem che verranno utilizzati per l’evento pensato all’interno di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile.

Il tema portante è riparare le biciclette facendo collaborare in primis gli studenti del corso Centralinista, operatore dell’informazione nella comunicazione dell’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna con l’intento  – sostiene Fabio Fornasari – “di dare vita a un’esperienza di autonomia nella progettazione di una gita”.
Grazie a questo percorso i ragazzi sono chiamati ad allestire e a svolgere la manutenzione di tutti gli strumenti utili  per la realizzazione dell’evento che terminerà con la realizzazione e lo svolgimento dell’itinerario stesso.
Ma come capire in che condizioni sono le biciclette che verranno utilizzate per visitare l’Appennino?

Qui entra in gioco Simone Turano della Ciclofficina etica, una delle ciclofficine che fa parte della rete Bike Friendly Salvaiciclisti Bologna, che in questa giornata ha un doppio compito: riparare i tandem e raccontare la gestualità che compie, gli oggetti che adopera, i pezzi della bici che tocca e di cui fa la manutenzione.

 

 

Simone è coadiuvato dall’aiuto di Fabio Fornasari – referente del progetto – Marco Fossati – docente IRIFOR – Mobilità e Orientamento – e Francesca Calia dell’Istituto dei Ciechi.

 

 

Lo stato dei lavori prosegue e i ragazzi sono all’opera nell’Atelier del Museo Tolomeo.

Gli studenti infatti si sono avvicinati ai tandem, ne hanno studiato le parti analizzando successivamente il percorso della gita su una mappa tattile dei Giardini Margherita e infine hanno sperimentato le due ruote facendo un primo giro in tandem nel cortile del Cavazza.

Pronti, partenza, via?
Vi aspettiamo il 1 giugno per la biciclettata in TANDEM – per vedenti e non vedenti. Il ritrovo è presso l’Istituto Cavazza alle ore 10.00.
Maggiori info:
Email: museotolomeo@cavazza.it
Tel: Fabio Fornasari – 3355229468

ph Simona Zedda

 

Un racconto visivo. I Fantastici 5 sensi alla Gabbia del Leone. Superare le barriere fisiche questo il topic

Il 27 maggio nell’ambito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile ha avuto luogo presso le Serre dei Giardini Margherita  il workshop I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere fisiche  a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal.

Vi presentiamo alcune immagini del pomeriggio trascorso assieme firmate da Nicoletta Valdisteno.

Un foto racconto di questo appuntamento condotto da Michele Landolfo di Universalaccess  che ha approfondito il concetto di barriera fisica e d’inaccessibilità motoria, di tecnologie per facilitare la comunicazione e superare le barriere intese in senso lato.

 

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile. Gli eventi nell’ambito di I.T.A.CÀccessibile

Manca poco all’inizio di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile.

Un anno speciale questo 2018. Un anno che non solo vede festeggiare il decimo compleanno del Festival ma che ha fatto viaggiare il team di IT.A.CÀ verso Madrid per vincere e rititrare il terzo premio nella categoria UNWTO Awards for Innovation in Non Governmental Organizations per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo.

Venerdì 25 maggio si comincia con l’inaugurazione di IT.A.CÀ, il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile  . Fino al 4 giugno tante iniziative a Bologna per parlare di turismo, sostenibilità, rigenerazione urbana e turismo responsabile. Per l’occasione segnaliamo gli appuntamenti che fanno parte della rete I.T.A.CÀccessibile e che in questi mesi abbiamo avuto modo di seguire. Vedremo infatti all’interno della decima edizione del Festival gli esisti conclusivi dei diversi percorsi connessi alla tematica del turismo e dell’accessibilità.

Iniziamo subito con Sabato 26 maggio:

Appuntamento in città

ore 18.00 – Foyer del Teatro Comunale – Piazza Verdi – con I Fantastici 5 sensi: abbattere barriere mentali

a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal

Appuntamento “fuori porta “

ore 18.00 – ’ingresso Castiglione dei Giardini Margherita – Passeggiata per tutti a Villa Revedin

a cura di  Fondazione Silvia Rinaldi Associazione La Girobussola Istituto Cavazza

Domenica 27 maggio:

ore 15.00 – Serre dei Giardini Margherita – I Fantastici 5 sensi: abbattere barriere fisiche  

a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal

Sabato 1 giugno:

ore 10.00 – Museo Tolomeo/Istituto dei Ciechi F.Cavazza – Sensi dell’Appennino

a cura di Museo Tolomeo + Marco Fossati (formatore IRIFOR) | Partner: Dynamo

Domenica 2 giugno:

ore 10.00 – Casette del Doccione a Castelluccio di Porretta – Pedalata per tutti sulla cima di Monte Piella

a cura di Fondazione Silvia Rinaldi, Happy Trail MTB e Rupex.

 

Se volete saperne di più, continuate a seguire gli approfondimenti che pubblicheremo durante il Festival.

I Fantastici 5 sensi – idee e tappe verso gli appuntamenti del 26 e 27 maggio

Cosa significa ideare un progetto? Cosa significa metterlo in pratica? Abbiamo letto nei precedenti approfondimenti ciò che Local pal in collaborazione con l’Associazione Farm| L’Altro spazio hanno organizzato e stanno predisponendo per parlare di accoglienza e Home Sharing.

Adesso, sotto l’ombra rinfrescante di alcuni alberi e con il profumo della primavera iniziata, li vediamo in atto mentre programmano.

Abbiamo deciso di fare una piccola incursione durante l’incontro di progettazione e di definizione del percorso iniziato ad aprile, la cui conclusione verrà presentata nell’ambito del decimo anno del Festival di IT.A.CÀ nelle giornate del 26 e 27 maggio in luoghi diversi.

E’ stato bello osservare come dalle idee più creative, istantanee e impulsive uscisse carica ed energia. Un continuo flusso di pensiero inarrestabile verso il tentare di capire come riuscire a rendere evidente ciò che questo percorso attualmente sta dando ai partecipanti e quello che lascerà. Una nuova connotazione del concetto di ospitalità, che si amplia. I punti all’ordine del giorno infatti sono cercare di attraversare alcune parole con l’utilizzo dei Fantastici 5 sensi.

Olfatto, udito, vista, tatto e gusto serviranno agli host per ricostruire il puzzle che questi incontri hanno tentato di suggerire. Gli organizzatori si sono lasciati andare al vortice di pensiero che tra razionalità e accostamenti sinestetici ha costruito un bellissimo itinerario di viaggio da raccontare e narrare; nuove definizioni e nuove sensibilità verso l’accoglienza e l’ospitalità, perché in fondo l’Home Sharing ha insito nel suo significato proprio l’idea di condivisione che parte dalle abitudini e include le sensazioni, le emozioni.

Una sinergia collettiva cardine di quello che definiamo solitamente come un “aprire la porta di casa propria” all’altro, allo sconosciuto. Abbattere le barriere emozionali e sensoriali con l’intento di rendere speciale il viaggio che si fa e che l’ospite ha deciso di intraprendere non solo per scoprire Bologna ma anche per incontrare la sua vivacità umana.

Un tema approfondito anche nel secondo incontro avvenuto il 10 maggio.

 

Alcune domande: Come accogliere una persona sorda? Cosa scrivere nell’annuncio? Come poter rompere l’imbarazzo che persiste quando si comunica in modo differente? Una prima esplorazione è avvenuta a casa di Gabriele. Grazie all’aiuto di Jascha dell’Associazione Farm|L’Altro Spazio abbiamo individuato alcuni piccoli accorgimenti per evitare incomprensioni durante l’accoglienza di chi non sente. Importantissimo parlare con lo sguardo e il labiale rivolto verso la persona sorda, mostrargli dove sono collocate le cose all’interno della casa, farsi aiutare dagli oggetti presenti oppure utilizzare dei fogli di carta, costruire una segnaletica con delle frecce disegnate per indicare la posizione esatta degli asciugami e di tutto l’occorrente che servirà al viaggiatore durante la sua permanenza.

 

 

 

 

Grazie a Jascha abbiamo inoltre riflettuto su molti piccoli dettagli che l’abitudine spazza via. Sicuramente ciò che vale la pena sottolineare è cercare di creare una comunicazione diretta, senza tergiversare, chiara e semplice.

La seconda casa visitata è stata quella di Enrico. Una casa pensata per accogliere chi utilizza la sedia a rotelle. Un bellissimo appartamento pieno di libri, fotografie appese alle pareti,  angoli speciali e una sorpresa: l’ascensore casalingo!

 

 

Enrico ci ha mostrato curiosi strumenti e marchingegni che l’intelletto ha costruito per agevolare alcuni movimenti. Molte volte non ci si accorge di come gli automatismi creino dei blocchi. Ma è proprio con una visione “allargata” che questi blocchi prendono le forme di elevatori per superare le scale, uncini per raccogliere gli oggetti caduti per terra e via dicendo.

Strumenti essenziali per il nostro viaggio formativo che vede quindi aprire le porte di casa ti tutti gli host bolognesi della rete Local pal, adesso più consapevoli e coscienti ma anche più preparati per condividere la propria casa e renderla accessibile a tutti, in tutti i sensi.

 

 

 

I Fantastici 5 Sensi, secondo appuntamento: la visita a casa di Kedrit Shalari e Michele Iorio

Kedrit Shalari e Michele Iorio aprono le porte di casa loro agli “ambasciatori di accessibilità” di Local pal, il gruppo di host impegnati a sperimentare e diffondere una accoglienza senza barriere nelle strutture extra-alberghiere di Bologna. Questa iniziativa è organizzata in collaborazione con Associazione Farm | L’Altro Spazio nell’ambito del programma più ampio, finanziato dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

Così inizia il secondo appuntamento de I Fantastici 5 sensi

L’obiettivo di questo particolare incontro è innanzitutto sperimentare la cecità: cosa significa essere un non vedente? Come ospitare in una struttura extra-alberghiera (b&b, appartamento turistico, casa vacanze, ecc.) persone che non vedono? I partecipanti dell’iniziativa, per immedesimarsi completamente, hanno indossato una mascherina che oscurasse  la vista e lasciasse spazio agli altri quattro sensi: olfatto, gusto, udito e tatto. Vedremo infatti durante l’iniziativa come quest’ultimo senso sia molto importante e rilevante.

I due proprietari di casa, Kedrit e Michele, hanno così condotto i presenti lungo le tre rampe di scale d’accesso e successivamente li hanno accompagnati nella visita delle varie stanze, descrivendo le differenti componenti dell’appartamento. Si sono così mostrate la camera, la cucina, il bagno e la sala. I partecipanti hanno interagito chiedendo come fosse possibile riconoscere alcuni oggetti o elementi che si utilizzano quotidianamente, come per esempio i detersivi o i barattoli; come capire cosa contengono, come differenziarli?

 

La risposta: Basta utilizzare il tatto o l’olfatto!

Dopo la prima visita bendati, la mascherina è stata tolta e i presenti hanno potuto confrontare l’immagine palpabile con quella visiva. Questo ha dato il via alle domande. Il dibattito si è maggiormente concentrato su due tematiche: la scelta della casa e il cane d’accompagnamento.

Kedrit ha affermato che non ci sono elementi necessari particolari. L’importante è che l’host sia in grado di comunicare bene ogni oggetto presente nella casa, la disposizione dei mobili, la modalità di funzionamento degli elettrodomestici etc, facendogli toccare e visitare il luogo, così come lei ha fatto con noi. Anche l’annuncio talvolta è meglio che sia dettagliato e approfondito.

Per quanto riguarda il cane d’accompagnamento, per legge una struttura ricettiva è obbligata ad ospitare il cane. Tuttavia per facilitare la ricerca Kedrit solitamente la filtra in base a questa possibilità. Particolare che ha spinto i partecipanti a chiedersi se non fosse più utile aggiungere questa opzione direttamente nella descrizione dell’appartamento sottolineando sin da subito che i cani d’accompagnamento sono i benvenuti.

Un contributo interessante ci arriva infine da Annalisa:

Come partecipante all’iniziativa ospitale di Kedrit e Michele, la condizione di percepire uno spazio senza poterlo vedere ed osservare mi ha dato la possibilità di amplificare l’uso di altri sensi  e di accorgermi di quanto nella quotidianità di “vedenti” la nostra condizione privilegiata sia per molti aspetti data per scontata, i nostri sensi sono assopiti. Il privilegio dell’uso del senso della vista spesso ci rende incapaci di vedere e di vivere  in maniera pienamente consapevole non solo gli spazi dell’abitare ma anche quelli della dimensione umana. (Annalisa M.)

Per scoprirne di più vi aspettiamo il 10 maggio ore 18 – 21 con il Laboratorio pratico di accessibilità presso le case di host Local Pal, visita a casa degli host!!

Continuate a seguire l’evento Facebook!!

Questo secondo incontro è stato seguito da Silvia Lazzari

I Fantastici 5 Sensi. Diventa un host a 5 stelle di accessibilità

Cosa è accaduto alla presentazione de I Fantastici 5 Sensi? Ce lo raccontano Simona Zedda e Irene Pinto /IT.A.CÀ migranti e viaggiatori

Ciò che colpisce subito entrando per la prima volta a L’Altro Spazio è la naturalezza con cui persone non udenti, ipovedenti e con disabilità motoria si muovono all’interno di questo caffè culturale. Jascha Blume e Nunzia Vannuccini, che l’hanno inaugurato due anni fa, hanno reso appieno l’idea di “altro spazio”: uno spazio in cui gli ostacoli psicologici, di comunicazione e più in generale il rapporto con le persone disabili, si azzerano; qui ognuno può sentirsi a casa, le distanze tra mondi distinti si annullano e nessuno deve rendere conto in alcun modo della propria diversità.

Ad accoglierci è stato Mauro Bigi, direttore di Local Pal, l’associazione che riunisce gli host bolognesi, persone che condividono le loro case con i viaggiatori che arrivano a Bologna e che preferiscono essere ospitati in un ambiente familiare, condiviso, in stretto contatto con chi vive la città tutti i giorni.

Dall’incontro di Mauro con Nunzia e Jascha è nato il progetto I Fantastici 5 sensi: un lungo percorso ludico-formativo in cui gli host bolognesi, guidati da persone con disabilità, impareranno a rendere le loro case accessibili e inclusive, in grado di ospitare una variegata gamma di persone.

All’incontro di presentazione e di inaugurazione di questa iniziativa a parlare per primo è stato Mauro, ormai di casa, e ha spiegato a tutti la natura del progetto e i suoi obiettivi:

«l’accessibilità di un luogo è una condizione necessaria dell’ospitalità di persone disabili, ma non è l’unico aspetto che va curato nell’ospitalità: è molto importante che le persone in generale, in questo caso gli host, decostruiscano i pregiudizi e superino le barriere psicologiche e culturali nei confronti delle persone disabili. Solo favorendo il contatto e il dialogo tra le persone è possibile cambiare la percezione delle persone disabili e il rapporto con loro».

Ma come si svolgerà i Fantastici 5 sensi?

Il percorso prevede una serie di workshop tenuti da persone con disabilità che insegneranno agli host bolognesi a rendere le loro case accessibile e accoglienti per sordi, disabili motori, ciechi e ipovedenti; lezioni interattive, informali di cui abbiamo avuto un assaggio proprio durante l’inaugurazione del percorso, dove Michele e Daniel hanno risposto alle tantissime domande degli host e, con grande umorismo e ironia, hanno raccontato una serie di aneddoti da cui emergevano proprio gli ostacoli psicologici e la  mancanza di conoscenza della vita quotidiana delle persone disabili. Oltre ai workshop, grazie al contributo di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, gli host andranno a trovare i ragazzi e le ragazze che terranno i workshop presso le loro case e, alla stregua di alcuni reality in TV, i formatori andranno nelle case degli host per aiutarli a rendere le loro case accessibili e inclusive. Dieci host faranno da ambasciatori dell’ospitalità a Bologna:

«Questo progetto è importante per imparare alcuni accorgimenti tanto banali quanto necessari ad agevolare la fruizione di un ambiente da parte di un non vedente, un sordo o un disabile di tipo motorio»

Dopo gli itinerari Nunzia Vannuccini insegnerà agli host le frasi chiave dell’accoglienza in Lingua Italiana dei Segni, una sorta di “LIS turistica” per dare al cliente sordo tutte le info utili sulla casa e sui servizi cittadini. Al termine del corso sarà realizzato un breve video rivolto alle persone sorde in cui gli host si dimostreranno preparati all’accoglienza, facendo sfoggio di quanto imparato durante la giornata di formazione. L’ultimo appuntamento del percorso sarà dedicato alle tecnologie che potrebbero essere utili non solo alle persone disabili ma alla comunicazione tra loro e gli host, per esempio, sempre a proposito dei sordi, ci sono dei dispositivi luminosi che sostituiscono il suono del campanello!

I risultati di questo affascinante viaggio “interculturale” saranno presentati l’ultima domenica di maggio all’interno del festival IT.A.CÀ.:

«Questo evento è molto importante la visibilità di Local Pal e dei suoi obiettivi, ma, soprattutto, è importante per dialogare su questi temi con i soggetti della città che si occupano di turismo»  Mauro Bigi, Local Pal

Mauro stesso si è ritrovato ad affrontare situazioni alquanto singolari nella sua gestione dell’associazione, come una volta in cui un host, dopo aver ricevuto la notizia che avrebbe ospitato una coppia di sordi, gli chiese aiuto per cancellare la prenotazione, perché non sapeva come gestire la situazione.

Pillole di viaggio di un sordo

Daniel, attraverso la Lingua dei segni, tradotta oralmente da Nunzia, ci ha raccontato come si svolge normalmente la sua esperienza di viaggio con Airbnb.

Daniel dice:

«Prima di prendere casa, evito sempre di dire in anticipo che sono sordo, non fraintendetemi, non perché mi  vergogno, ma perché temo e so che una buona parte dei proprietari di appartamenti si rifiutano di ospitare le persone sorde, bloccandosi di fronte a un ostacolo di comunicazione apparentemente insormontabile».

Daniel continua dicendo che, solo due giorni prima di arrivare in casa, informa l’host di essere sordo e, a quel punto, non gli resta che sperare che la cosa venga accettata:

«Molti trovano difficile il rapporto con una situazione inusuale; alla base c’è un pregiudizio sulla presunta difficoltà di una situazione altrimenti semplice; gli host si paralizzano davanti a una persona sorda perché non sanno come comunicare. Sembra banale da dire, ma esistono diversi modi di scambiarsi informazioni, come i messaggi scritti per telefono o su carta, i gesti, ma anche il labiale chiaro. L’unico vero ostacolo è costituito dalle persone che si bloccano di fronte a un sordo, addirittura lo temono; il problema della comunicazione si risolve soltanto nel momento in cui una persona si dimostra aperta al problema e a trovare un canale di comunicazione efficace»

Un host gli chiede: «Quali sono i bisogni di un sordo all’interno della casa in cui alloggia?

Daniel sorride e risponde: «non ho bisogno di nulla: cammino, ci vedo, niente di particolare»

Nunzia interviene raccontando un episodio divertente avvenuto durante uno dei tanti viaggi con il suo compagno, l’artista sordo Jascha Blume, co-fondatore de l’Altro Spazio:

«Che fossimo al ristorante o in un albergo Jascha veniva sempre escluso dalla conversazione; all’inizio pensavano che fossimo entrambi sordi e si sforzavano di comunicare con noi, ma, quando mi palesavo come udente, Jascha diventava invisibile. Dopo che ho constatato l’esclusione sistematica del mio compagno ho iniziato a fingermi sorda. Una mattina è arrivato il servizio in camera con la colazione con un dolcetto extra a pagamento. Il cameriere ha cercato di spiegare che il dolce fosse a pagamento e, dopo diversi buffi tentativi, ce l’ha dato gratuitamente».

Una difficoltà incontrata comunemente dai sordi in viaggio riguarda la loro richiesta di informazioni, aggiunge Nunzia, che suggerisce di disegnare una mappa, di scrivere o di servirsi degli smartphone!

Host: «Ma se non posso chiamare una persona sorda come faccio a rivolgermi a lui e attirare la sua attenzione?»

«Attraverso il battito dei piedi o mediante segnali luminosi, ma soprattutto muovendo le mani» Risponde Daniel.

Durante l’incontro gli host sono affascinati dalla lingua dei segni e vogliono saperne di più, allora Nunzia e Daniel improvvisano una lezione di lingua dei segni lampo.

Pillole di lingua dei segni

Nella lingua dei segni si può esprimere una parola nuova o particolare, attraverso segni corrispondenti alle singole lettere dell’alfabeto. Le parole più comuni, si esprimono generalmente con una parola intera attraverso un segno. Vi sono gesti universali (spesso usati anche da chi non è sordo!), come “mangiare”, “bere”, “dormire”, che sono usati dalla comunità internazionale dei sordi per comunicare tra loro.

Ci sono tante lingue dei segni quante sono le lingue parlate: la lingua dei segni, italiana, inglese, francese, quella parlata da Jascha e Daniel, la lingua dei segni olandese; anche se abitando in Italia da tanto tempo, ormai entrambi parlano la lingua dei segni italiana che a volte ibridano con quella olandese.

Le coniugazioni dei verbi non esistono. I nomi propri esprimono una caratteristica intima della persona: per esempio Daniele l’artista o Simona con gli occhiali.

Quando si entra per la prima volta all’interno di un gruppo sociale il nome proprio di una persona viene espresso facendo lo “spelling segnico” e aggiungendo la caratteristica che lo distingue dagli altri; in un secondo momento il nome proprio diventa un segno unico costituito dall’iniziale e dal particolare caratterizzante.

Pillole di viaggio di un ipovedente e di una cieca

Assistiamo poi al racconto di Michele, ragazzo ipovedente la cui ragazza e convivente è cieca. Michele fa il web designer, ama viaggiare e, insieme alla sua compagna,

si affida spesso a Airbnb, pur ricevendo spesso risposte del tutto prive di senso:

«Una volta siamo stati in un appartamento al terzo piano senza ascensore. La persona che ci ospitava, dopo che siamo saliti su per le scale, ci dice: – Ragazzi attenti, c’è un gradino davanti alla porta d’ingresso – Io ho pensato: – ma secondo lui tutti i gradini finora come li abbiamo fatti?».

Continua Michele: «Qualche volta chi ci ospita confonde cecità e sordità e ci siamo sentiti dire cose del genere: – Puoi dire alla tua compagna che il bagno è là?».

Le persone non vedenti, ci dice Michele sono del tutto coscienti dei loro rapporto con gli oggetti e con lo spazio in generale; nei loro confronti, è necessario soltanto un diverso approccio nel momento in cui arrivano nella casa ospitante. Sarebbe utile, oltre che gentile da parte degli host, prendere la persona sotto braccio (che è una prassi collaudata, propria del mondo dei non vedenti, non bisogna aver paura di avere un contatto fisico non voluto) e farle fare il giro della casa, spiegarle dove sono le cose, facendole toccare solo l’essenziale.

Una paura diffusa è quella di affidare i propri oggetti alle persone cieche; è una paura sempre legata allo stereotipo secondo cui i ciechi non abbiano la consapevolezza della dimensione spaziale:

«In realtà non bisogna aver paura di affidare i propri oggetti ai non vedenti. Il più delle volte le persone non vedenti vivono una vita in autonomia, si muovono agilmente all’interno delle loro case senza rompere niente e in casa d’altri si comporteranno esattamente come nelle proprie case. Io e la mia compagna conviviamo da cinque anni e non ho mai avuto nessun tipo di accortezza nei suoi confronti: gli oggetti di tutti i giorni, come in ogni casa, si trovano negli stessi mobili e ripiani, ecc.»

Naturalmente ci sono degli accorgimenti dettati dal buon senso, come non lasciare un vaso all’estremità di un mobile in una zona di passaggio, posizione, tra l’altro discutibile anche all’interno di una casa di persone vedenti. In questo caso sarebbe meglio spostare il vaso o, semplicemente, indicarlo alla persona non vedente.

Michele aggiunge che spesso un ostacolo per il non vedente che viaggia è il cane guida; infatti spesso gli host non accolgono animali in casa e ignorano il fatto che i cani guida sono cani speciali!

«I cani guida sono cani addestratissimi: non salgono su letti e divani, non andranno mai a rosicchiare i mobili, imparano subito in quali stanze possono e in quali non possono entrare».

Un aspetto che è emerso durante tutto l’incontro è l’importanza della comunicazione che deve essere chiara e funzionale alle esigenze delle persone (non solo disabili!):

«Nel mondo della disabilità – sottolinea Michele –  la comunicazione è sempre alla base di tutto. Qualche giorno fa in autobus, un ragazzo cieco ha chiesto a qualcuno dove fosse la porta di uscita; a quel punto, tutte le persone si sono fiondate su di lui e il ragazzo ha finito per non capirci più niente»

Non si tratta solo della comunicazione diretta, ma anche quella veicolata dai media (siti web, pagine facebook, ecc) che una persona consulta in preparazione del viaggio: «la descrizione sul web è fondamentale per chi non può vedere le foto. Se la casa è al terzo piano senza ascensore o ci sono altri ostacoli bisogna scriverlo.

Tra le informazioni essenziali che un host può dare alle persone cieche ci sono quelle su come raggiungere la casa e, nel caso in cui l’ospite viaggiasse solo e arrivasse di sera, un gesto carino sarebbe andarlo a prendere per evitare che abbia problemi a individuare il numero civico della casa, qualora non ci fosse nessuno per strada a cui chiedere; sarebbe anche gentile fornire informazioni su come raggiungere supermercati, fermate dell’autobus, ecc. dando istruzioni precise. Questo non significa che la persona disabile si pone in un rapporto di dipendenza dagli altri:

«La persona disabile non vuole essere dipendente da un’altra persona. Può essere dipendente dai suoi occhiali, dalla sua carrozzina, dal suo apparecchio acustico, mantenendo però un’autonomia che gli permetta di vivere la propria vita con la dignità di qualsiasi altra persona. Ogni giorno devo dimostrare a tutti di essere in grado di vivere; al lavoro di essere in grado di arrivare alla stanza, al computer, di saperlo accendere. Le informazioni di base sul mondo dei disabili mancano alla nostra società “civile”: l’informazione è alla base di tutto, e l’Italia da questo punto di vista è piuttosto indietro. Dietro una disabilità non c’è un dato di fatto e la persona non è lo specchio della sua disabilità; la persona è prima di tutto una persona»

Simona Zedda e Irene Pinto

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori

I Fantastici 5 Sensi

Un momento dedicato alla spiegazione dell’evento I Fantastici 5 Sensi a cura di Local Pal e dell’Associazione Farm | L’Altro Spazio.

L’evento porterà alla creazione di un itinerario ludico formativo che coinvolge gli host della rete Local Pal e intraprende un percorso costituito di varie tappe in casa di persone con disabilità con l’intenzione di approfondire il tema dell’accoglienza turistica delle persone disabili. I risultati di questo percorso saranno presentati all’interno della 10° edizione del festival IT.A.CÀ Bologna dal 25 maggio al 3 giugno 2018.

Degustando un buon aperitivo si raccoglieranno le adesioni per i workshop co-organizzati con diversi collaboratori: persone sorde, persone con disabilità motoria, ciechi e ipovedenti.
Per favorire il contatto tra le persone disabili e gli host di Local Pal saranno anche organizzati delle visite presso le case delle persone disabili e viceversa quest’ultime andranno a casa degli host per fare dei “sopralluoghi” e dare consigli utili.

Il progetto rientra nel programma finanziato dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

FB di IT.A.CA > IT.A.CA

Evento FB  I Fantastici 5 Sensi.Diventa un host a 5 stelle di accessibilità