I Fantastici 5 sensi – idee e tappe verso gli appuntamenti del 26 e 27 maggio

Cosa significa ideare un progetto? Cosa significa metterlo in pratica? Abbiamo letto nei precedenti approfondimenti ciò che Local pal in collaborazione con l’Associazione Farm| L’Altro spazio hanno organizzato e stanno predisponendo per parlare di accoglienza e Home Sharing.

Adesso, sotto l’ombra rinfrescante di alcuni alberi e con il profumo della primavera iniziata, li vediamo in atto mentre programmano.

Abbiamo deciso di fare una piccola incursione durante l’incontro di progettazione e di definizione del percorso iniziato ad aprile, la cui conclusione verrà presentata nell’ambito del decimo anno del Festival di IT.A.CÀ nelle giornate del 26 e 27 maggio in luoghi diversi.

E’ stato bello osservare come dalle idee più creative, istantanee e impulsive uscisse carica ed energia. Un continuo flusso di pensiero inarrestabile verso il tentare di capire come riuscire a rendere evidente ciò che questo percorso attualmente sta dando ai partecipanti e quello che lascerà. Una nuova connotazione del concetto di ospitalità, che si amplia. I punti all’ordine del giorno infatti sono cercare di attraversare alcune parole con l’utilizzo dei Fantastici 5 sensi.

Olfatto, udito, vista, tatto e gusto serviranno agli host per ricostruire il puzzle che questi incontri hanno tentato di suggerire. Gli organizzatori si sono lasciati andare al vortice di pensiero che tra razionalità e accostamenti sinestetici ha costruito un bellissimo itinerario di viaggio da raccontare e narrare; nuove definizioni e nuove sensibilità verso l’accoglienza e l’ospitalità, perché in fondo l’Home Sharing ha insito nel suo significato proprio l’idea di condivisione che parte dalle abitudini e include le sensazioni, le emozioni.

Una sinergia collettiva cardine di quello che definiamo solitamente come un “aprire la porta di casa propria” all’altro, allo sconosciuto. Abbattere le barriere emozionali e sensoriali con l’intento di rendere speciale il viaggio che si fa e che l’ospite ha deciso di intraprendere non solo per scoprire Bologna ma anche per incontrare la sua vivacità umana.

Un tema approfondito anche nel secondo incontro avvenuto il 10 maggio.

 

Alcune domande: Come accogliere una persona sorda? Cosa scrivere nell’annuncio? Come poter rompere l’imbarazzo che persiste quando si comunica in modo differente? Una prima esplorazione è avvenuta a casa di Gabriele. Grazie all’aiuto di Jascha dell’Associazione Farm|L’Altro Spazio abbiamo individuato alcuni piccoli accorgimenti per evitare incomprensioni durante l’accoglienza di chi non sente. Importantissimo parlare con lo sguardo e il labiale rivolto verso la persona sorda, mostrargli dove sono collocate le cose all’interno della casa, farsi aiutare dagli oggetti presenti oppure utilizzare dei fogli di carta, costruire una segnaletica con delle frecce disegnate per indicare la posizione esatta degli asciugami e di tutto l’occorrente che servirà al viaggiatore durante la sua permanenza.

 

 

 

 

Grazie a Jascha abbiamo inoltre riflettuto su molti piccoli dettagli che l’abitudine spazza via. Sicuramente ciò che vale la pena sottolineare è cercare di creare una comunicazione diretta, senza tergiversare, chiara e semplice.

La seconda casa visitata è stata quella di Enrico. Una casa pensata per accogliere chi utilizza la sedia a rotelle. Un bellissimo appartamento pieno di libri, fotografie appese alle pareti,  angoli speciali e una sorpresa: l’ascensore casalingo!

 

 

Enrico ci ha mostrato curiosi strumenti e marchingegni che l’intelletto ha costruito per agevolare alcuni movimenti. Molte volte non ci si accorge di come gli automatismi creino dei blocchi. Ma è proprio con una visione “allargata” che questi blocchi prendono le forme di elevatori per superare le scale, uncini per raccogliere gli oggetti caduti per terra e via dicendo.

Strumenti essenziali per il nostro viaggio formativo che vede quindi aprire le porte di casa ti tutti gli host bolognesi della rete Local pal, adesso più consapevoli e coscienti ma anche più preparati per condividere la propria casa e renderla accessibile a tutti, in tutti i sensi.

 

 

 

I Fantastici 5 Sensi, secondo appuntamento: la visita a casa di Kedrit Shalari e Michele Iorio

Kedrit Shalari e Michele Iorio aprono le porte di casa loro agli “ambasciatori di accessibilità” di Local pal, il gruppo di host impegnati a sperimentare e diffondere una accoglienza senza barriere nelle strutture extra-alberghiere di Bologna. Questa iniziativa è organizzata in collaborazione con Associazione Farm | L’Altro Spazio nell’ambito del programma più ampio, finanziato dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

Così inizia il secondo appuntamento de I Fantastici 5 sensi

L’obiettivo di questo particolare incontro è innanzitutto sperimentare la cecità: cosa significa essere un non vedente? Come ospitare in una struttura extra-alberghiera (b&b, appartamento turistico, casa vacanze, ecc.) persone che non vedono? I partecipanti dell’iniziativa, per immedesimarsi completamente, hanno indossato una mascherina che oscurasse  la vista e lasciasse spazio agli altri quattro sensi: olfatto, gusto, udito e tatto. Vedremo infatti durante l’iniziativa come quest’ultimo senso sia molto importante e rilevante.

I due proprietari di casa, Kedrit e Michele, hanno così condotto i presenti lungo le tre rampe di scale d’accesso e successivamente li hanno accompagnati nella visita delle varie stanze, descrivendo le differenti componenti dell’appartamento. Si sono così mostrate la camera, la cucina, il bagno e la sala. I partecipanti hanno interagito chiedendo come fosse possibile riconoscere alcuni oggetti o elementi che si utilizzano quotidianamente, come per esempio i detersivi o i barattoli; come capire cosa contengono, come differenziarli?

 

La risposta: Basta utilizzare il tatto o l’olfatto!

Dopo la prima visita bendati, la mascherina è stata tolta e i presenti hanno potuto confrontare l’immagine palpabile con quella visiva. Questo ha dato il via alle domande. Il dibattito si è maggiormente concentrato su due tematiche: la scelta della casa e il cane d’accompagnamento.

Kedrit ha affermato che non ci sono elementi necessari particolari. L’importante è che l’host sia in grado di comunicare bene ogni oggetto presente nella casa, la disposizione dei mobili, la modalità di funzionamento degli elettrodomestici etc, facendogli toccare e visitare il luogo, così come lei ha fatto con noi. Anche l’annuncio talvolta è meglio che sia dettagliato e approfondito.

Per quanto riguarda il cane d’accompagnamento, per legge una struttura ricettiva è obbligata ad ospitare il cane. Tuttavia per facilitare la ricerca Kedrit solitamente la filtra in base a questa possibilità. Particolare che ha spinto i partecipanti a chiedersi se non fosse più utile aggiungere questa opzione direttamente nella descrizione dell’appartamento sottolineando sin da subito che i cani d’accompagnamento sono i benvenuti.

Un contributo interessante ci arriva infine da Annalisa:

Come partecipante all’iniziativa ospitale di Kedrit e Michele, la condizione di percepire uno spazio senza poterlo vedere ed osservare mi ha dato la possibilità di amplificare l’uso di altri sensi  e di accorgermi di quanto nella quotidianità di “vedenti” la nostra condizione privilegiata sia per molti aspetti data per scontata, i nostri sensi sono assopiti. Il privilegio dell’uso del senso della vista spesso ci rende incapaci di vedere e di vivere  in maniera pienamente consapevole non solo gli spazi dell’abitare ma anche quelli della dimensione umana. (Annalisa M.)

Per scoprirne di più vi aspettiamo il 10 maggio ore 18 – 21 con il Laboratorio pratico di accessibilità presso le case di host Local Pal, visita a casa degli host!!

Continuate a seguire l’evento Facebook!!

Questo secondo incontro è stato seguito da Silvia Lazzari

Laboratorio teatrale gratuito Rimandami sul mare

10 marzo 2018 | h. 9.30 – 13.00

Laboratorio teatrale gratuito con Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro in collaborazione con Cooperativa Accaparlante e Associazione La Girobussola

Rimandami sul mare è un laboratorio teatrale che ha come tema il viaggio – sostengono gli organizzatori – “inteso come trasferimento dentro e oltre i confini dell’identità, liberamente ispirato al racconto di Ulisse.”

Il laboratorio, condotto dalla regista Martina Palmieri, vede la partecipazione di attori non vedenti, vedenti e ipovedenti della compagnia Orbitateatro – una delle realtà di IT.A.CÀccessibile – che faranno da guida a chi si avventurerà in questa esperienza. Assieme a loro, anche gli operatori non vedenti di Associazione La Girobussola e gli animatori con disabilità di Cooperativa Accaparlante intervalleranno le azioni con il proprio racconto e vissuto di viaggiatori con disabilità.

I partecipanti, grazie ad attività corporee, d’improvvisazione vocale e teatrale, potranno sperimentare il viaggio, quello reale e quello immaginario, confrontandosi con i meccanismi che sorgono quando ci si sposta, quando non si riesce a viaggiare da soli ma accompagnati, imparando a relazionarsi con le specificità sensoriali e/o fisiche del resto del gruppo per scoprire come, anche con dei limiti oggettivi, è possibile mettersi sempre in viaggio e in cammino.

Proseguono gli organizzatori – “Itinerario di predisposizioni, desideri e dipendenze, che spesso emergono al momento della partenza, quando cioè usciamo dal nostro guscio di tranquillità per recarci “dove non siamo stati mai”, il viaggio sarà qui un percorso che parte idealmente dal mito di Ulisse per condurci al nocciolo delle nostre personali fragilità e potenzialità, capaci di volta in volta di modificarsi e modificarci ad ogni partenza nell’incontro con l’ignoto e con l’altro uguale e diverso da noi.”

 

Il laboratorio si rivolge a operatori del settore turistico e culturale che desiderano sperimentarsi nell’incontro diretto con la diversità e a chiunque volesse partecipare a questa esperienza.

Evento a cura di Gruppo Elettrogeno Teatro in collaborazione con Cooperativa Accaparlante e Associazione La Girobussola. Presso Associazione Centro Documentazione Handicap, in via Pirandello 24, Bologna.

Il laboratorio è gratuito e aperto a un massimo di 20 iscritti. Al termine della mattinata sarà possibile visitare il Centro di Documentazione con gli educatori e gli animatori con disabilità del Progetto Calamaio e pranzare insieme nella cucina della sede con un contributo di 5 euro

Per info e iscrizioni:

info@gruppoelettrogeno.org
Co-produzione IT.A.CÀ-Gruppo Elettrogeno Teatro
In collaborazione con Cooperativa Accaparlante e Associazione La Girobussola