Esito de I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali

Finalmente il grande giorno è arrivato. Tutto pronto per l’esito conclusivo del percorso chiamato I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali.

Il foyer del Teatro Comunale di Bologna è pronto per accogliere gli host e i visitatori del pomeriggio organizzato nell’ambito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile  a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal.

Fili di lana colorati, pezzi di carta, delle cuffie gigantesche, una valigia piena di oggetti da indovinare, una lingua da imparare, un provare a segnare in LIS una frase di accoglienza, una mascherina rossa coi i pois bianchi che ha fatto chiudere gli occhi ai partecipanti portandoli a spasso tra immagini, ricordi e percezioni.

A ogni persona è stato chiesto di associare un colore e una parola connessa al concetto di accoglienza.

 

 

Calore, casa, condividere e sorridere, ascoltare, coccole, cibo, regalare un momento di vita privata…tante le suggestioni scritte da chi era presente.

 

 

 

 

Un percorso che dopo vari incontri ha sciolto tutti i temi affrontanti e li ha racchiusi regalando a chi ha avuto la possibilità di essere presente un percorso inedito, di cui sono state tracciate solamente le prime linee guida.

Percorso inedito ma ora già un po’ più compreso che permette di avvicinarsi all’altro abbattendo barriere di paura e incomprensione, di distacco dovuto all’incognita; una trama di esperienze da cucire assieme per essere un po’ meno lontani da quello che ci circonda, da noi stessi e tra noi. L’immedesimazione certamente rappresenta la chiave che ha fatto scattare la serrature e ha permesso di costruire insieme l’evento che dal quotidiano ha celebrato semplici rituali che scandiscono momenti precisi di una “giornata tipo”, momenti precedenti al viaggio e quelli presenti in ogni giorno.

Abbiamo scelto anche in questo caso di pubblicare una gallery fotografica per lasciare a chi leggerà una propria immedesimazione e opinione senza barriere.

 

Il percorso rientra anche nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile organizzato da ASVIS.

Ringraziamo Patrizia Pulga per le fotografie scattate!

 

 

 

 

 

 

 

I Fantastici 5 sensi – idee e tappe verso gli appuntamenti del 26 e 27 maggio

Cosa significa ideare un progetto? Cosa significa metterlo in pratica? Abbiamo letto nei precedenti approfondimenti ciò che Local pal in collaborazione con l’Associazione Farm| L’Altro spazio hanno organizzato e stanno predisponendo per parlare di accoglienza e Home Sharing.

Adesso, sotto l’ombra rinfrescante di alcuni alberi e con il profumo della primavera iniziata, li vediamo in atto mentre programmano.

Abbiamo deciso di fare una piccola incursione durante l’incontro di progettazione e di definizione del percorso iniziato ad aprile, la cui conclusione verrà presentata nell’ambito del decimo anno del Festival di IT.A.CÀ nelle giornate del 26 e 27 maggio in luoghi diversi.

E’ stato bello osservare come dalle idee più creative, istantanee e impulsive uscisse carica ed energia. Un continuo flusso di pensiero inarrestabile verso il tentare di capire come riuscire a rendere evidente ciò che questo percorso attualmente sta dando ai partecipanti e quello che lascerà. Una nuova connotazione del concetto di ospitalità, che si amplia. I punti all’ordine del giorno infatti sono cercare di attraversare alcune parole con l’utilizzo dei Fantastici 5 sensi.

Olfatto, udito, vista, tatto e gusto serviranno agli host per ricostruire il puzzle che questi incontri hanno tentato di suggerire. Gli organizzatori si sono lasciati andare al vortice di pensiero che tra razionalità e accostamenti sinestetici ha costruito un bellissimo itinerario di viaggio da raccontare e narrare; nuove definizioni e nuove sensibilità verso l’accoglienza e l’ospitalità, perché in fondo l’Home Sharing ha insito nel suo significato proprio l’idea di condivisione che parte dalle abitudini e include le sensazioni, le emozioni.

Una sinergia collettiva cardine di quello che definiamo solitamente come un “aprire la porta di casa propria” all’altro, allo sconosciuto. Abbattere le barriere emozionali e sensoriali con l’intento di rendere speciale il viaggio che si fa e che l’ospite ha deciso di intraprendere non solo per scoprire Bologna ma anche per incontrare la sua vivacità umana.

Un tema approfondito anche nel secondo incontro avvenuto il 10 maggio.

 

Alcune domande: Come accogliere una persona sorda? Cosa scrivere nell’annuncio? Come poter rompere l’imbarazzo che persiste quando si comunica in modo differente? Una prima esplorazione è avvenuta a casa di Gabriele. Grazie all’aiuto di Jascha dell’Associazione Farm|L’Altro Spazio abbiamo individuato alcuni piccoli accorgimenti per evitare incomprensioni durante l’accoglienza di chi non sente. Importantissimo parlare con lo sguardo e il labiale rivolto verso la persona sorda, mostrargli dove sono collocate le cose all’interno della casa, farsi aiutare dagli oggetti presenti oppure utilizzare dei fogli di carta, costruire una segnaletica con delle frecce disegnate per indicare la posizione esatta degli asciugami e di tutto l’occorrente che servirà al viaggiatore durante la sua permanenza.

 

 

 

 

Grazie a Jascha abbiamo inoltre riflettuto su molti piccoli dettagli che l’abitudine spazza via. Sicuramente ciò che vale la pena sottolineare è cercare di creare una comunicazione diretta, senza tergiversare, chiara e semplice.

La seconda casa visitata è stata quella di Enrico. Una casa pensata per accogliere chi utilizza la sedia a rotelle. Un bellissimo appartamento pieno di libri, fotografie appese alle pareti,  angoli speciali e una sorpresa: l’ascensore casalingo!

 

 

Enrico ci ha mostrato curiosi strumenti e marchingegni che l’intelletto ha costruito per agevolare alcuni movimenti. Molte volte non ci si accorge di come gli automatismi creino dei blocchi. Ma è proprio con una visione “allargata” che questi blocchi prendono le forme di elevatori per superare le scale, uncini per raccogliere gli oggetti caduti per terra e via dicendo.

Strumenti essenziali per il nostro viaggio formativo che vede quindi aprire le porte di casa ti tutti gli host bolognesi della rete Local pal, adesso più consapevoli e coscienti ma anche più preparati per condividere la propria casa e renderla accessibile a tutti, in tutti i sensi.