Esito de I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali

Finalmente il grande giorno è arrivato. Tutto pronto per l’esito conclusivo del percorso chiamato I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere mentali.

Il foyer del Teatro Comunale di Bologna è pronto per accogliere gli host e i visitatori del pomeriggio organizzato nell’ambito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile  a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal.

Fili di lana colorati, pezzi di carta, delle cuffie gigantesche, una valigia piena di oggetti da indovinare, una lingua da imparare, un provare a segnare in LIS una frase di accoglienza, una mascherina rossa coi i pois bianchi che ha fatto chiudere gli occhi ai partecipanti portandoli a spasso tra immagini, ricordi e percezioni.

A ogni persona è stato chiesto di associare un colore e una parola connessa al concetto di accoglienza.

 

 

Calore, casa, condividere e sorridere, ascoltare, coccole, cibo, regalare un momento di vita privata…tante le suggestioni scritte da chi era presente.

 

 

 

 

Un percorso che dopo vari incontri ha sciolto tutti i temi affrontanti e li ha racchiusi regalando a chi ha avuto la possibilità di essere presente un percorso inedito, di cui sono state tracciate solamente le prime linee guida.

Percorso inedito ma ora già un po’ più compreso che permette di avvicinarsi all’altro abbattendo barriere di paura e incomprensione, di distacco dovuto all’incognita; una trama di esperienze da cucire assieme per essere un po’ meno lontani da quello che ci circonda, da noi stessi e tra noi. L’immedesimazione certamente rappresenta la chiave che ha fatto scattare la serrature e ha permesso di costruire insieme l’evento che dal quotidiano ha celebrato semplici rituali che scandiscono momenti precisi di una “giornata tipo”, momenti precedenti al viaggio e quelli presenti in ogni giorno.

Abbiamo scelto anche in questo caso di pubblicare una gallery fotografica per lasciare a chi leggerà una propria immedesimazione e opinione senza barriere.

 

Il percorso rientra anche nell’ambito del Festival dello Sviluppo sostenibile organizzato da ASVIS.

Ringraziamo Patrizia Pulga per le fotografie scattate!

 

 

 

 

 

 

 

Un racconto visivo. I Fantastici 5 sensi alla Gabbia del Leone. Superare le barriere fisiche questo il topic

Il 27 maggio nell’ambito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile ha avuto luogo presso le Serre dei Giardini Margherita  il workshop I Fantastici 5 sensi: abbattere le barriere fisiche  a cura di Associazione Farm | Associazione Local Pal.

Vi presentiamo alcune immagini del pomeriggio trascorso assieme firmate da Nicoletta Valdisteno.

Un foto racconto di questo appuntamento condotto da Michele Landolfo di Universalaccess  che ha approfondito il concetto di barriera fisica e d’inaccessibilità motoria, di tecnologie per facilitare la comunicazione e superare le barriere intese in senso lato.

 

I Fantastici 5 Sensi, secondo appuntamento: la visita a casa di Kedrit Shalari e Michele Iorio

Kedrit Shalari e Michele Iorio aprono le porte di casa loro agli “ambasciatori di accessibilità” di Local pal, il gruppo di host impegnati a sperimentare e diffondere una accoglienza senza barriere nelle strutture extra-alberghiere di Bologna. Questa iniziativa è organizzata in collaborazione con Associazione Farm | L’Altro Spazio nell’ambito del programma più ampio, finanziato dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

Così inizia il secondo appuntamento de I Fantastici 5 sensi

L’obiettivo di questo particolare incontro è innanzitutto sperimentare la cecità: cosa significa essere un non vedente? Come ospitare in una struttura extra-alberghiera (b&b, appartamento turistico, casa vacanze, ecc.) persone che non vedono? I partecipanti dell’iniziativa, per immedesimarsi completamente, hanno indossato una mascherina che oscurasse  la vista e lasciasse spazio agli altri quattro sensi: olfatto, gusto, udito e tatto. Vedremo infatti durante l’iniziativa come quest’ultimo senso sia molto importante e rilevante.

I due proprietari di casa, Kedrit e Michele, hanno così condotto i presenti lungo le tre rampe di scale d’accesso e successivamente li hanno accompagnati nella visita delle varie stanze, descrivendo le differenti componenti dell’appartamento. Si sono così mostrate la camera, la cucina, il bagno e la sala. I partecipanti hanno interagito chiedendo come fosse possibile riconoscere alcuni oggetti o elementi che si utilizzano quotidianamente, come per esempio i detersivi o i barattoli; come capire cosa contengono, come differenziarli?

 

La risposta: Basta utilizzare il tatto o l’olfatto!

Dopo la prima visita bendati, la mascherina è stata tolta e i presenti hanno potuto confrontare l’immagine palpabile con quella visiva. Questo ha dato il via alle domande. Il dibattito si è maggiormente concentrato su due tematiche: la scelta della casa e il cane d’accompagnamento.

Kedrit ha affermato che non ci sono elementi necessari particolari. L’importante è che l’host sia in grado di comunicare bene ogni oggetto presente nella casa, la disposizione dei mobili, la modalità di funzionamento degli elettrodomestici etc, facendogli toccare e visitare il luogo, così come lei ha fatto con noi. Anche l’annuncio talvolta è meglio che sia dettagliato e approfondito.

Per quanto riguarda il cane d’accompagnamento, per legge una struttura ricettiva è obbligata ad ospitare il cane. Tuttavia per facilitare la ricerca Kedrit solitamente la filtra in base a questa possibilità. Particolare che ha spinto i partecipanti a chiedersi se non fosse più utile aggiungere questa opzione direttamente nella descrizione dell’appartamento sottolineando sin da subito che i cani d’accompagnamento sono i benvenuti.

Un contributo interessante ci arriva infine da Annalisa:

Come partecipante all’iniziativa ospitale di Kedrit e Michele, la condizione di percepire uno spazio senza poterlo vedere ed osservare mi ha dato la possibilità di amplificare l’uso di altri sensi  e di accorgermi di quanto nella quotidianità di “vedenti” la nostra condizione privilegiata sia per molti aspetti data per scontata, i nostri sensi sono assopiti. Il privilegio dell’uso del senso della vista spesso ci rende incapaci di vedere e di vivere  in maniera pienamente consapevole non solo gli spazi dell’abitare ma anche quelli della dimensione umana. (Annalisa M.)

Per scoprirne di più vi aspettiamo il 10 maggio ore 18 – 21 con il Laboratorio pratico di accessibilità presso le case di host Local Pal, visita a casa degli host!!

Continuate a seguire l’evento Facebook!!

Questo secondo incontro è stato seguito da Silvia Lazzari