I Fantastici 5 Sensi, secondo appuntamento: la visita a casa di Kedrit Shalari e Michele Iorio

Kedrit Shalari e Michele Iorio aprono le porte di casa loro agli “ambasciatori di accessibilità” di Local pal, il gruppo di host impegnati a sperimentare e diffondere una accoglienza senza barriere nelle strutture extra-alberghiere di Bologna. Questa iniziativa è organizzata in collaborazione con Associazione Farm | L’Altro Spazio nell’ambito del programma più ampio, finanziato dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

Così inizia il secondo appuntamento de I Fantastici 5 sensi

L’obiettivo di questo particolare incontro è innanzitutto sperimentare la cecità: cosa significa essere un non vedente? Come ospitare in una struttura extra-alberghiera (b&b, appartamento turistico, casa vacanze, ecc.) persone che non vedono? I partecipanti dell’iniziativa, per immedesimarsi completamente, hanno indossato una mascherina che oscurasse  la vista e lasciasse spazio agli altri quattro sensi: olfatto, gusto, udito e tatto. Vedremo infatti durante l’iniziativa come quest’ultimo senso sia molto importante e rilevante.

I due proprietari di casa, Kedrit e Michele, hanno così condotto i presenti lungo le tre rampe di scale d’accesso e successivamente li hanno accompagnati nella visita delle varie stanze, descrivendo le differenti componenti dell’appartamento. Si sono così mostrate la camera, la cucina, il bagno e la sala. I partecipanti hanno interagito chiedendo come fosse possibile riconoscere alcuni oggetti o elementi che si utilizzano quotidianamente, come per esempio i detersivi o i barattoli; come capire cosa contengono, come differenziarli?

 

La risposta: Basta utilizzare il tatto o l’olfatto!

Dopo la prima visita bendati, la mascherina è stata tolta e i presenti hanno potuto confrontare l’immagine palpabile con quella visiva. Questo ha dato il via alle domande. Il dibattito si è maggiormente concentrato su due tematiche: la scelta della casa e il cane d’accompagnamento.

Kedrit ha affermato che non ci sono elementi necessari particolari. L’importante è che l’host sia in grado di comunicare bene ogni oggetto presente nella casa, la disposizione dei mobili, la modalità di funzionamento degli elettrodomestici etc, facendogli toccare e visitare il luogo, così come lei ha fatto con noi. Anche l’annuncio talvolta è meglio che sia dettagliato e approfondito.

Per quanto riguarda il cane d’accompagnamento, per legge una struttura ricettiva è obbligata ad ospitare il cane. Tuttavia per facilitare la ricerca Kedrit solitamente la filtra in base a questa possibilità. Particolare che ha spinto i partecipanti a chiedersi se non fosse più utile aggiungere questa opzione direttamente nella descrizione dell’appartamento sottolineando sin da subito che i cani d’accompagnamento sono i benvenuti.

Un contributo interessante ci arriva infine da Annalisa:

Come partecipante all’iniziativa ospitale di Kedrit e Michele, la condizione di percepire uno spazio senza poterlo vedere ed osservare mi ha dato la possibilità di amplificare l’uso di altri sensi  e di accorgermi di quanto nella quotidianità di “vedenti” la nostra condizione privilegiata sia per molti aspetti data per scontata, i nostri sensi sono assopiti. Il privilegio dell’uso del senso della vista spesso ci rende incapaci di vedere e di vivere  in maniera pienamente consapevole non solo gli spazi dell’abitare ma anche quelli della dimensione umana. (Annalisa M.)

Per scoprirne di più vi aspettiamo il 10 maggio ore 18 – 21 con il Laboratorio pratico di accessibilità presso le case di host Local Pal, visita a casa degli host!!

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Questo secondo incontro è stato seguito da Silvia Lazzari